Le rose rampicanti sono molto apprezzate e coltivate sia in piena terra in giardino sia in vaso, su terrazzi e balconi.

Da un punto di vista botanico sarebbe più corretto parlare di rose sarmentose, rose cioè che si sviluppano in altezza grazie a sarmenti (da qui la definizione di “rose sarmentose”) più o meno lunghi. Nessuna rosa è propriamente rampicante: se non è provvista di un sostegno, non ce la fa a salire dal momento che, come a esempio l’edera, non ha né dischetti adesivi né pampini o viticci con cui attaccarsi. Alcune specie producono però fusti o sarmenti assai lunghi, a volte addirittura lunghissimi e si prestano a vestire pareti o pergole. L’importante è scegliere il soggetto più adatto e sapere dove metterlo e come ambientarlo.

Rose rampicanti “Climber” e “Rambler”

Le rose rampicanti possono essere divise in due sottocategorie meglio note con le parole inglesi “climber” e “rambler”. Si differenziano sia per l’aspetto sia per la crescita, adattandosi quindi a diverse collocazioni e funzione in giardino.

I climber, anche detti rosai rampicanti moderni, si caratterizzano per rami rigidi e non troppo ricchi di foglie e uno sviluppo talvolta poco elegante ma sono tra le varietà più richieste e più coltivate per i grandi e colorati fiori e per la generosa e ripetuta fioritura. Rappresentato la soluzione ideale per rivestire i muri della casa, per avvolgere pilastri, per  intrecciarsi a graticci messi a dividere parti diverse del giardino o per recinzioni.

I rambler, anche detti rose rampicanti antiche, invece, sono creature assai più semplici e naturali. Si distinguono per una grande flessibilità, una crescita spontanea, morbida e veloce. Producono fronde molto rigogliose che si rivestono interamente di strepitose fioriture che, pur essendo limitate a una sola nell’arco dell’anno, tolgono il fiato